mercoledì 14 gennaio 2015

Oliverde - Linea cosmetici all'olio extravergine d'oliva e Mela Cotogna

Proprietà dell’Olio d’Oliva

L’olio extravergine di oliva è un prodotto dalle tante proprietà salutari e svolge un compito molto importante anche per la bellezza del corpo sia come alimento che sotto forma di cosmetico.
Le proprietà cosmetiche dell’olio d’oliva erano già conosciute dagli antichi Egizi che usavano il «dono degli dei» come antirughe mescolandolo al latte, ai grani d’incenso ed alle bacche di cipresso; i Fenici lo battezzarono «oro liquido», nella Grecia antica gli atleti lo utilizzavano per i massaggi muscolari rilassanti dopo l’allenamento e i Romani, dopo una seduta alle terme per ritrovare vigore.
L’olio di oliva, fortemente compatibile con il pH della nostra pelle è ricco di preziose sostanze come lo squalene, i fitosteroli e i tocoferoli.
Svolge una funzione emolliente e protettiva per l’epidermide grazie a particolari acidi grassi come l’oleico, il linoleico, il linolenico ed importanti vitamine (A, E). Inoltre, dalle foglie dell’olivo, si ricava un estratto particolarmente ricco di polifenoli e glucosidi con grandi proprietà lenitive, antinfiammatorie e rivitalizzanti.

Dal punto di vista della composizione il segreto dell’olio di oliva è la cosiddetta frazione insaponificabile, ricca di sostanze come la vitamina E, che protegge la pelle dall'invecchiamento, evita il formarsi di smagliature, controlla la produzione della melanina e previene la creazione delle macchie senili. L’olio inoltre contiene i carotenoidi, che dopo l'assorbimento vengono trasformati in retinolo, un vero nemico dei radicali liberi. Infine l'olio d'oliva contiene anche lo squalene, un idrocarburo presente anche nelle secrezioni sebacee degli esseri umani. Questo gli permette di penetrare negli strati più profondi della pelle e di riformare il film idrolipidico, indebolito dai raggi solari e dai detergenti. L’olio d'oliva è perfetto anche per i massaggi, poiché idrata ed ammorbidisce la pelle. Grazie alla vitamina E, rende l'epidermide più tonica e gli dona una maggiore elasticità.

La dermocosmesi moderna riscopre l’olio extra vergine d'oliva per la cura esterna della pelle, ridando valore a questo prodotto così ricco di sostanze benefiche e principi attivi. 

Recenti studi dimostrano che la composizione in grassi dell’olio di oliva (trigliceridi) è molto simile al sebo della pelle umana e che tra gli oli vegetali è quello con la maggiore affinità allo strato lipidico della pelle; questo ne fa un anti-aging (antinvecchiamento) naturale per la ricostruzione del derma. È inoltre ricco di
sostanze benefiche:
-la vitamina E che contrasta i radicali liberi, maggiori responsabili del processo di invecchiamento;
-la vitamina A che impedisce la secchezza delle mucose;
-squalene: in grado di penetrare negli strati più profondi della pelle e riformare il filo idrolipidico (indebolito dai raggi solari e dai detergenti), rinnovando la pelle;
-acidi grassi insaturi come il linoleico ed il linolenico che prevengono disturbi della pelle come eczema, acne, psoriasi e pelle secca;
il beta-carotene che dona elasticità alla pelle;
-acidi ed alcoli triterpenici con proprietà cicatrizzanti. 

LE NOSTRE OLIVE

Le olive, raccolte a mano e subito lavorate, danno vita ad un olio di oliva, totalmente organico, pressato a freddo, ovviamente extra vergine, di rara qualità. E’ l’olio migliore che può essere prodotto, non sottoposto a nessun processo di lavorazione né raffinazione. Spremuto a temperature sempre fredde, non modifica gli elementi antiossidanti presenti, rendendolo particolarmente importante per la nostra salute.
Raccolte a giusta maturazione, a mano senza aver subito traumi, le olive vengono lavorate tempestivamente in modo da catturarne la freschezza, gli aromi, ma soprattutto riuscendo a mantenere inalterati i principi biologicamente attivi. L’alta pressione di spremitura ne garantisce la resistenza all’ossidazione e all’irrancidimento, e in particolare, il totale mantenimento delle vitamine naturali, fondamentali per il nostro organismo.

La vitamina E cura e previene i processi di ossidazione dei radicali liberi, aumenta la regolare formazione dei globuli rossi. La vitamina F cura gli eczema atipici, da allergia, cura la psoriasi, fortifica le unghie.
Nella sana e corretta alimentazione assume importante rilevanza l’olio biologico di altissima qualità. 
Una rivoluzione storico-scientifica: il metodo Baglioni è l’olio extra vergine di oliva integrale al 100% il risultato della spremitura di rivoluzionaria tecnologia biologica (Metodo Baglioni), in grado di macinare e pressare totalmente a freddo, piccole olive dai sapori intensi.
Con il Metodo Baglioni nasce il “frantoio Biologico al 100%”, ideato da Amilcare Baglioni, collaboratore responsabile nel Principato di Parrano, dove inventa la pressatura a freddo (inferiore ai 27°) che mantiene inalterate le proprietà presenti nella materia prima iniziale.




Proprietà della Mela Cotogna

Il cotogno (Cydonia oblonga), è una pianta della famiglia delle Rosacee 
coltivata per i suoi frutti (Amigdalus Persica).
È una delle più antiche piante da frutto conosciute: era coltivato già nel 2.000 a.c. dai Babilonesi, tra i Greci era considerato frutto sacro ad Afrodite e in epoca romana era ben noto, venendo citato da Catone, Plinio e Virgilio.
Le mele cotogne sono frutti sodi e profumati ricchi di tannini, pectine, mucillagini con diverse proprietà benefiche per il benessere dell’organismo.
Alle mele cotogne sono riconosciute fin dall’antichità proprietà terapeutiche.
-      Tonico-astringenti:
-      Antinfiammatorie, antibatteriche e anticatarrali
-      Antinvecchiamento: le mucillagini contenute nei semi contrastano l’invecchiamento cellulare e la formazione delle rughe.
Le loro caratteristiche le rendono perciò molto efficaci anche nella preparazione di prodotti per la cosmesi;
Le mele cotogne, infatti hanno proprietà toniche ed astringenti le quali aiutano a dare particolare luminosità alla pelle. Sono un alleato della cute in quanto riescono a donare elasticità apportando nutrimento allo strato connettivo, in profondità.
Sono anche un ottimo tonificante e purificante, indicate anche per le pelli grasse e impure.
Hanno inoltre proprietà lenitive, antinfiammatorie e calmanti per la pelle.



 




Linea cosmetica all’olio d’oliva
e agli estratti di Mela Cotogna

Il nostro scopo e anche la nostra scommessa è stata quella di usare  ingredienti semplici e naturali facilmente reperibili, ma con un grandissimo potenziale in benefici principi attivi.
Oliverde è una linea cosmetica ottenuta utilizzando il nostro purissimo Olio Extra Vergine di Oliva di produzione Biologico, ed estratti vegetali completamente autoctoni.

L’idea di associare l’olio d’oliva agli estratti del frutto delle foglie e  dei fiori del melo cotogno ci è sembrata una giusta associazione tra piante antiche dotate di un magico fascino e dalle molteplici proprietà.

Siamo riusciti a mettere a punto una linea completa di prodotti cosmetici con estratti vegetali attivi e naturali.Abbiamo aggiunto all’olio extra vergine d’oliva come ingredienti principali estratti dalle foglie d’olivo ed estratti dai fiori e dal frutto di melo cotogno.

La materie prime come i vari estratti fanno parte della nostra  coltivazione  biologica. I prodotti realizzati tutti artigianalmente nel nostro piccolo laboratorio con ingredienti biologici e naturali, sono l'ideale per coloro che desiderano proteggere oltre il proprio benessere anche quello dell'ambiente.
La linea cosmetica
OLIVERDE comprende una vasta gamma di creme, oli e detergenza viso corpo, pensata per chi voglia mantenere la pelle  giovane e fresca con un prodotto completamente naturale con una  elevata compatibilità eudermica.
Oltre all’aumento di idratazione e di elasticità, questi prodotti svolgono un’importantissima funzione di aiuto alla nostra pelle prevenendo l’invecchiamento cutaneo attraverso un’azione antiossidante, stabilizzante delle membrane cellulari, nonché una funzione antinfiammatoria e immunomodulante.

giovedì 10 luglio 2014

                     Casa Vacanze a Castelsardo





Una piccola casa , dove da ogni angolo si può scorgere il mare.
Il BLU infinito del mare……..
Una piccola terrazza sul mondo, a farla da padrone è il mare .
L'odore dolciastro di macchia odorosa, di Elicriso ci accompagna nelle torride giornate estive e ci rilassa nei pomeriggi oziosi.
Si prova un senso di pace e tranquillità nelle giornate calde ed assolate, e di accattivante fascino nei giorni di tramontana.Forse è questo che ci ha convinti ad acquistarla,e se è vero che esiste il paradiso, vorrei che ci somigliasse un poco………
Ci piacerebbe l'idea di poterla condividere con chi è alla
ricerca , come noi, di qualcosa di unico e straordinariamente affascinante.
Fornita dell'essenziale, risulta funzionale anche per 4 persone.
Ha un soggiorno con ampio divano letto matrimoniale, facilmente utilizzabile.
L'angolo cottura è ampio e fornito di tutti gli accessori, forno, ferro da stiro, sbattitore elettrico ecc.
La camera da letto con letto matrimoniale e un armadio doppio con ante scorrevoli. Dal letto, seduti si può guardare il mare.
Il bagno con cabina doccia ha un comodo sotto lavello.
C'è un piccolo ripostiglio con lavatrice.
Infine il terrazzo da cui si può godere un panorama mozzafiato, attrezzato con tavolo e sedie, stendibiancheria.
Vi è un angolo con lavello e piano di granito, dove poter risciacquare i costumi o l'attrezzatura da mare









martedì 17 giugno 2014

Le spiagge e le coste della provincia di Sassari

Le spiagge e le coste della provincia di Sassari

Sul versante ovest della penisola di Stintino ed alle spalle del Golfo di Alghero, la prima spiaggia del comune di Sassari è Porto Ferro, praticamente al confine tra i due comuni; ci si arriva prendendo proprio la strada per la cittadina catalana, superando l'incrocio per l'aeroporto e poi verso Capo Caccia, fino ad uno svincolo segnalato (sulla destra). La spiaggia è circondata da alte dune, coperte da una vasta pineta, che ne ha bloccato l'avanzata. Una piccola località sul mare che non si può assolutamente perdere è l'Argentiera. Raggiungibile percorrendo la nuova strada per Alghero (4 corsie), entrando allo svincolo per Bancali e proseguendo in direzione La Corte. Superata questa frazione si devono fare ancora 8 Km circa, prima d'incontrare Palmadula, arrivati al distributore svoltate a sinistra per l'Argentiera. Dopo un ampio tornante si trova la spiaggia di Porto Palmas, dotata dell'unico campeggio nel raggio di molti chilometri. E' un arenile fatto di candidi e levigati ciottoli, delle dimensioni di un cece. L'acqua è subito profonda, permettendo di trovare diversi punti vicino a riva da cui potersi tuffare. Attraverso un paesaggio collinare, scavato dagli antichi corsi d'acqua si arriva all'Argentiera. L'ingresso in paese è emozionante, in quanto vi si parano subito davanti i ruderi della vecchia laveria, un antico edificio minerario costruito totalmente in legno e considerato il più bel reperto industriale d'Italia. Questa preziosa testimonianza versa tuttavia in completo stato d'abbandono. L'argentiera è dotata però di un mare incantato, con due modesti arenili. A destra e a sinistra della spiaggia si dipartono due piccole stradine, tramite queste è possibile raggiungere delle incantevoli calette, inframmezzate alle irte falesie. Una di queste piccole insenature ( poche centinaia di metri a nord della spiaggia), è dotata di un vasca naturale per la quale è stata soprannominata: 'Il Lago delle Vergini'. Ritornando a Palmadula, svoltando questa volta a destra del distributore, si prosegue per circa 8 Km, fino ad arrivare alla frazione di Lampianu. Una piccola strada bianca sulla sinistra (chiedete informazioni, è difficilmente individuabile) porta ad un piccolo spiazzo, nei pressi del quale si trova la Spiaggia di Lampianu, un tranquillo angolo mai troppo affollato. Poco distante si trova l'ingresso per Rena Majore, anche questo molto difficile da individuare, inoltre per arrivarci bisogna affrontare una camminata di almeno 15 minuti attraverso un sentiero in forte discesa, da percorrere con calzature adatte. Le spiagge dell'Argentiera e di Porto Ferro, distano rispettivamente 34 e 40 Km da Sassari, è quindi necessario partire di buon ora per raggiungerle, onde evitare di passare le ore calde della giornata in macchina, attraverso strade stipate dal traffico estivo.

IL GOLFO DELL'ASINARA

Porto Torres

[caption id="attachment_3488" align="alignleft" width="266" caption="Porto Torres - spiaggia di Balai"][/caption] La città sorge nel punto in cui era stato innalzato l'importantissimo centro romano di Turris Libysonis, ma di quell'antico ed importane territorio urbano non rimangono che le vestigia, visitabili nei pressi della stazione dei treni. Il valore della colonia romana è intuibile anche dal tipo di edifici presenti e dal fatto che questa fosse collegata alla strada più importante dell'isola, la quale univa tutti i maggiori centri. Uno dei ruderi più importanti è quello del Re Barbaro nel quale, narra la leggenda, risiedeva il magistrato che ordino l'esecuzione dei martiri turritani, le prime voci del nascente cristianesimo. Alle spalle dell'area archeologica si trova il ponte romano, che attraversa il Rio Mannu; è uno dei più massicci esemplari dell'isola. La struttura venne usata regolarmente fino agli anni '80. Attualmente Porto Torres è un importante centro di collegamento marittimo tra l'isola ed il resto d'Italia, con partenze giornaliere per Genova. All'uscita dello scalo si trova la mastodontica Torre del Porto, che faceva parte del sistema difensivo innalzato lungo le coste dell'isola dagli aragonesi, per arginare le scorribande piratesche. Partendo dalla torre, attraversando il Corso Vittorio Emanuele, la via Sassari e girando intorno ai giardini tramite via Mannu, s'imbocca la via Indipendenza, alla fine della quale si trova il piccolo colle di Monte Angellu, sulla cima del quale fu edificata, nell'XI secolo, la basilica di San Gavino, tra le più alte espressioni artistiche del medioevo italiano. La chiesa è uno degli edifici romanici più importanti dell'isola, costruito agli albori dell'età giudicale. Fu innalzata su un preesistente santuario, del quale fu salvata solo una vecchia cripta, dove sono custoditi i tre sarcofaghi contenenti i resti dei santi Proto, Gianuario e Gavino, martiri durante il regno di Diocleziano. Ai santi è dedicata anche la festa più importante del paese, divisa in tre parti durante l'anno. L'appuntamento più sentito è quello di giugno, con i festeggiamenti che durano per ben tre giorni; a fianco dei tradizionali riti religiosi vengono organizzate manifestazioni culturali, sportive e musicali, oltre alla recente sagra del pesce. San Gavino è una delle maggiori feste della provincia, che richiama ogni anno migliaia di persone. Nonostante sia stata fortemente penalizzata dal polo industriale, Porto Torres è anche una località balneare. La sua spiaggia più conosciuta è Balai, ubicata a monte del lungomare. Una spiaggia più nascosta, ma d'estrema bellezza, è quella che sorge ai piedi della centrale di Fiume Santo, raggiungibile attraverso la vecchia strada per Stintino (svincolo a circa 7 Km da Porto Torres). La spiaggia fa parte del lunghissimo arenile che continua nel lido di Ezzi Mannu, il cui ingresso è ubicato a 4 Km dalla frazione di Pozzo San Nicola. Il lungo litorale è formato da granelli di quarzo finissimi, ancor più dei 'chicchi di riso' della splendida spiaggia di Is Arutas (Oristano).

Stintino

Proseguendo oltre Ezi Mannu, l'unica strada presente conduce alla punta della penisola, sulla quale sorge Stintino. Il paese nacque allorché l'Asinara fu adibita a Lazzaretto e Colonia Penale. Il suo territorio fu compreso, fino al 1988, nell'immenso comune di Sassari; da quell'anno divenne un comune autonomo. Proprio grazie ai personaggi dell'elite sassarese il piccolo borgo iniziò a diventare una rinomata località turistica, che oggi può considerarsi una tra i più importanti centri balneari del nord Sardegna. Poco prima del paese si trovano la Cala Isola dei Porri e Cala Coscia di Donna, nei pressi del Campo da Golf. Tuttavia l'accesso è consentito solo con le imbarcazioni, a meno che non siate pronti ad affrontare un'estenuante camminata, partendo da una strada sterrata alla sinistra del villaggio turistico. Sul versante opposto, nei pressi di una torre, si trova la spiaggia delle saline e poco dopo La Tonnara. [caption id="attachment_3645" align="alignleft" width="266" caption="Una delle cale più belle dell'isola dell'Asinara"][/caption] Prima di entrare a Stintino, sulla sinistra, si trova lo stagno di Casaraccio, un interessantissimo sito naturalistico, molto frequentato dagli uccelli durante la migrazione primaverile, quando la zona è praticamente deserta. Nel paese è molto interessante visitare l'area nei pressi del vecchio porto, dove si trovano ancora gran parte delle case appartenenti al borgo originario. E' notevole da vedere anche il Museo della Tonnara, una costruzione in legno che ricorda l'antica attività dei pescatori di tonno nel golfo. Superato il paese si arriva alla spiaggia della pelosa, la vera star tra tutti i litorali di Stintino, che da giugno a settembre è sempre affollatissima. Ancor prima di arrivarci, dall'alto della strada che la costeggia, si possono ammirare le sue acque trasparenti. Nel limite nord della spiaggia si trova l'antica Torre dell'Isola Piana, nome derivato dall'isolotto sul quale sorge. La caratteristica di questo litorale, a parte le acque cristalline, sta nell'avere un fondale bassissimo per oltre trenta metri dal bagnasciuga, che permette di prendere comodamente il sole rinfrescati da un pelo d'acqua, tant'è che nei giorni in cui la spiaggia è molto affollata, è impossibile individuare la linea di demarcazione tra la terraferma ed il mare.

L'isola dell'Asinara e il Parco Nazionale

[caption id="attachment_3250" align="alignleft" width="266" caption="capre sull'isola dell'Asinara"][/caption] L'Asinara è ubicata nel braccio occidentale del golfo omonimo, a meno di tre chilometri dalla Sardegna; per dimensioni è la terza delle isole minori Sarde, dopo Sant'Antioco e San Pietro. A differenza di queste e della vicina Maddalena, L'Asinara non ha sviluppato nessun centro urbano, per via dell'istituzione del Lazzaretto e della colonia penale, avvenuta nel 1885, che interdiceva l'ingresso nell'isola. I pastori ed i pescatori, che avevano iniziato una timida occupazione del posto, furono sfollati a forza. Molti di questi fondarono Stintino, mentre il resto si disperse nelle campagne della Nurra (la penisola alle spalle di Stintino). Durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, l'isola svolse anche il triste ruolo di campo di prigionia, rimanendo però ai margini del conflitto, che interessò di più altri centri dello stretto, quali La Maddalena e Palau. Finiti i conflitti mondiali, l'isola continuò a svolgere solo il suo ruolo di carcere, data la chiusura del Lazzaretto. L'interdizione però non l'aveva cancellata dai cuori dei cittadini, i quali consideravano esagerato concedere tutta l'Asinara al carcere. Sul finire degli anni '70 venne avanzata la prima proposta del Parco Nazionale, ribadita con decisione sei anni più tardi. Nel 1988, la scoperta che alcuni parlamentari e funzionari ministeriali, avessero accesso all'isola per delle 'villeggiature', scatenò l'ira degli abitanti di Porto Torres, i quali presero d'assalto le zone interdette, dove il sindaco, per esaltare la protesta, fece un bagno. Nel 1991 il Senato della Repubblica incluse nell'elenco dellearee protette da istituire anche l'Asinara, tuttavia le violente stragi di Mafia dell'anno successivo, in cui perirono i Magistrati Falcone e Borsellino, affossarono nuovamente il progetto 'Parco'. Vennero infatti riattivate tutte le carceri di massima sicurezza, tra le quali l'Asinara. Passarono ancora diversi anni di trattative e proteste, ma solo dopo quasi due decenni dalla prima proposta, il parco divenne infine realtà (1997). Nel 2001 l'isola venne anche inclusa nel Santuario dei Cetacei, un accordo di protezione dei mammiferi marini firmato da Francia, Italia e Principato di Monaco. Per arrivare all'Asinara ci si può imbarcare a Stintino o Porto Torres, acquistando i biglietti direttamente sul posto, telefonando al numero verde (800-51166) oppure sfruttando il nuovissimo servizio di prenotazione via internet (http://www.parcoasinara.it/). Oltre che con le motonavi, si può arrivare sull'isola con dei mezzi privati, comunque autorizzati dal parco. Sulla terraferma ci si sposta con i mezzi pubblici, oppure è possibile affittare delle biciclette presso gli scali. I punti d'attracco sono Fornelli a sud, Cala Reale e Cala d'Oliva a nord ovest.

Da Cala Reale a Punta dello Scorno

Verso nord, si trovano gli insediamenti de La Reale, dove è ubicato il secondo approdo dell'isola. In quest'area sorgeva il Lazzaretto per le quarantene degli equipaggi colpiti da malattie contagiose. L'area fu successivamente utilizzata come residenza estiva dai Savoia, che abitavano nel Palazzo Reale posizionato esattamente davanti al molo. I locali del presidio sanitario, nei quali venivano svolte le diverse fasi della quarantena, si chiamavano periodi. Questi si trovano sparsi nell'area circostante a La Reale, distanziate diverse centinaia di metri le une dalle altre, il secondo periodo è ubicato appena oltre la frazione (est), sulla strada principale; subito dopo si trova il terzo, più noto come Trabuccato, poco distante dal quale veniva prodotto dell'ottimo vino (chiaramente dopo che il lazzaretto era già stato chiuso!). Dalla parte opposta del piccolo borgo e dei periodi (Ovest), si trova il distaccamento di Campu Perdu, nel quale è presente (leggermente a nord) l'unico sito archeologico dell'isola, che si concretizza in alcune domus de janas, grotticelle funerarie scavate dalle culture prenuragiche (vedi Archeologia). Risalendo da Trabuccato verso nord si arriva a Cala d'Oliva, terzo e ultimo approdo dell'isola. In questo punto sorgeva un vero e proprio villaggio carcerario con gli edifici della direzione, la chiesa, la scuola, l'officina, la falegnameria, il caseificio; qui per lunghi anni lavorarono i detenuti 'privilegiati', che godevano di una certa stima all'interno del carcere. Poco distante sorgeva il bunker, l'esatto opposto del resto dell'agglomerato, dove venivano ospitati i criminali più pericolosi, tra i quali il capomafia Totò Riina ed il camorrista Raffaele Cutolo. Tutto il nord è un punto di altissimo interesse naturalistico, spostandosi verso ovest si arriva ad Elighe Mannu, dove sorge l'Osservatorio Botanico ed in cui si trova l'unico bosco dell'isola. Questo è il punto di partenza per le salite a Punta Scomunica (408 m.), la cima più alta dell'isola. Sempre da Cala d'Oliva si può arrivare fino al faro di Punta dello Scorno, approfittandone per fare una visita a Cala d'Arena con la sua bellissima spiaggia. E' VANTAGGIOSO: Calcolare bene la lunghezza delle escursioni è di fondamentale importanza, quasi tutti i tracciati sono di diversi chilometri e non sempre in pianura. Se non siete sicuri, chiedete al personale addetto, risparmierete tempo e fatica.

Sorso

Il centro dista appena dieci chilometri da Sassari, nella quale ha subito una sorta d'integrazione, tant'è che in molti testi vengono citati congiuntamente. Sorso divide con il capoluogo anche la Spiaggia di Platamona, chiamata in questo tratto Marina di Sorso. Sulla strada che congiunge il paese alle spiagge si trova, sulla destra, la deviazione per Monte Cau, un importante sito nuragico e punico. All'interno del paese si trova la parrocchiale di San Pantaleo, progettata dallo scultore e architetto Antonio Cano, famoso in tutta l'isola per opere come la cattedrale di Nuoro. Nel seicento il paese venne dotato di una fontana, costruita ad imitazione di quella sassarese del Rosello (vedi: Il Detto). Il Detto: 'Ma hai bevuto dalla fontana della Billellera'' Questa simpatica espressione era un modo tutto sassarese per domandare a qualcuno se fosse un po' tocco. In realtà il detto fu forgiato in un periodo di forte concorrenza tra i due paesi quando, tra i vari sfottò, a Sassari si sparse la voce che bere l'acqua di Sorso facesse diventare matti come i suoi abitanti. Allorquando il Barone Deliperi fece costruire l'artistica ed elegante fonte, questa venne inserita nella massima.

Sennori

Il paese sorge sulla strada tra Sassari e Sorso, dal quale dista appena due chilometri. Dal 1400 i due paesi iniziarono ad avere una storia parallela, vivendo entrambe sotto il governo del medesimo feudatario. Nel centro storico sorge il Palazzo Vecchio, in origine era il Castello di Ozula, che nel 1600 venne trasformato in un palazzo aristocratico. San Pietro è la parrocchiale del paese, costruita nel XV secolo ma modificata successivamente e dotata di un campanile. Alla parrocchiale è collegata una piccola chiesa campestre, costruita nell'anno mille, dove ogni anno, a fine giugno, si svolge la festa di San Giovanni. Poco distante dall'abitato sorge la Tomba di Oridda, un importante testimonianza prenuragica.

Valledoria, Santa Maria Coghinas, Badesi e Trinità d'Agultu''

Prima di entrare nel paese di Valledoria s'incontra, nei pressi della foce del fiume Coghinas, la spiaggia di San Pietro a Mare, nome derivato dalla piccola chiesa campestre che la sovrasta. Il paese sorge nei pressi dell'antica città romana di Ampurias (vedi Storia), ma la nascita del borgo odierno è dovuta all'imponente opera della diga sul Coghinas. L'opera favorì lo sviluppo di piccoli centri agricoli tra i quali La Muddizza, La Ciaccia, Viddanoa e Codaruina nel quale, quando le frazioni si organizzarono nel comune autonomo di Valledoria (1961), fu istituita la sede amministrativa. In queste borgate era compresa anche Santa Maria Coghinas, divenuta comune autonomo nel 1983 e nel cui territorio sorgono i resti di Casteldoria, un borgo fortificato ormai in rovina, del quale rimane in piedi solo una delle torri. Dal promontorio su cui sorge l'antico fortilizio si gode un panorama unico su tutta la vallata del Coghinas, da questo punto si può partire anche per un'escursione nell'entroterra, seguendo il corso del fiume. Ai piedi del castello si trovano le sorgenti termali, uno degli scorci più suggestivi del Coghinas, raggiungibili dalla strada per Viddalba, nella quale è d'obbligo la visita al museo archeologico, dove sono esposti reperti rinvenuti nel territorio circostante. Da questo punto in poi s'inizia ad intravedere un paesaggio a macchia che, proseguendo verso est, sarà sempre più dominato dai graniti, ad indicare l'inizio della Gallura. A sette chilometri da Valledoria, sempre sulla litoranea, si trova il piccolo centro di Badesi; per lungo tempo un paese con una fiorente economia agricola, negli ultimi anni però ha iniziato a sfruttare anche il suo potenziale turistico. Esattamente contrapposta al borgo si trova la strada che porta al lunghissimo arenile di Li Lunchi, prosieguo naturale della spiaggia di Valledoria. A circa 5 chilometri da Badesi si trova Trinità d'Agultu, paese sorto da una aggregazione di stazzi. La sua frazione marina, l'Isola Rossa, è quasi un villaggio a se, per dimensioni e per fama turistica. Il nome del sobborgo deriva dal notevole atollo granitico che sorge davanti alla Spiaggia di Rinaggiu, poco distante dal porto. Nella frazione si eleva anche la torre spagnola omonima, un'altro dei baluardi difensivi messi a punto dagli aragonesi contro le scorribande saracene. Poco prima di entrare nel borgo dell'Isola Rossa, sulla destra, si trova lo svincolo per l'attrezzata Spiaggia La Marinedda. Ritornando sulla litoranea, a circa quattro chilometri dallo svincolo per l'Isola Rossa, sulla sinistra si trova lo svincolo per Spiaggia Tinnari, sita ai piedi del monte omonimo. L'ultima spiaggia di Trinità è quella di Li Cossi, adiacente al borgo turistico di Costa Paradiso. Seppure i versanti del litorale abbiano subito una devastante urbanizzazione, la bellezza della spiaggia non ne ha risentito, anche se è meglio visitarla a giugno, prima della eccessiva baldoria di Luglio e Agosto.
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lunedì 30 dicembre 2013

        L'Industria delle malattie                                       

                  Di Alessandro Lanzani



"Il concetto di salute è in mano a Big Pharma che è la somma delle aziende che si occupano nel mondo di diagnosi, monitoraggio e terapia. Questo business vale 1.000 miliardi di dollari, di cui più di 300 destinati a attività di marketing. Ed è in questo marketing che si crea il concetto di salute o di malattia non finalizzata al benessere delle persone, ma al profitto di queste aziende. " Il Passaparola di Alessandro Lanzani, Medico, specialista in ortopedia e medicina dello sport
"Un caro saluto agli amici del blog di Beppe Grillo, sono Alessandro Lanzani, medico sportivo, mi occupo da anni di salute e di prevenzione, sono qui per un nuovo concetto di salute e di prevenzione, diverso da quello imposto "dall’industria delle malattie".
Come siamo trasformati da sani in malati? Attraverso un concetto molto semplice, l’estensione del dominio di malattie. Si prendono dei parametri vitali come la pressione arteriosa, la colesterolemia, la glicemia e si abbassano questi parametri trasformando d’amblèe milioni di persone da sani in soggetti a rischio, e da soggetti a rischio in malati. Questa è un’operazione applicata a livello globale, fatta di finanziamenti, risorse economiche a fondazioni mediche, di congressi, fino alla corruzione nei casi più gravi degli stakeholder e degli opinion leader che promuovono un nuovo concetto di malattia estesa, anche con parametri bassi che coinvolgono le linee guida, cui tutto il mondo medico dovrà adeguarsi. Nel 1984 il limite tra colesterolemia accettabile e non accettabile aveva un valore pari a 240, nel 2013 è passato a 200 e sarà ulteriormente abbassato a 180/190. E' dubbio il reale vantaggio del miglioramento di un singolo parametro, eppure si agisce così: si spezzettano i tanti valori di rischio, si attribuisce un significato di malattia a ciascuno di questi valori e ci si dimentica di un approccio globale che riguarda sia il singolo, sia l’ambiente e le condizioni di vita in cui vive. Tutto questo aumenta a dismisura il bilancio delle spese dei singoli Stati, anche l’Italia ha subito questo processo, un esempio? Un singolo fattore di rischio trasformato in malattia? Il colesterolo e una intera classe di farmaci che si occupano non di ridurre una malattia, ma un fattore di rischi: l’ipercolesterolemia. I farmaci sono le statine, ebbene dal 2003 al 2013, per le sole statine la spesa farmacologica italiana è stata di 7/8/9 miliardi.
Altri esempi. Sono stati abbassati i valori di glicemia normale: da 126 a 10 a 100; lo stesso è avvenuto con i valori di pressione arteriosa minima normale: da 90/95 degli anni '80 siamo arrivati a un 80/85. Nell’ambito della psicologia è statainventata la sindrome da deficit di attenzione. Per questa nuova malattia negli Stati Uniti sono stati messi sotto terapia milioni di bambini che hanno l’unico torto che hanno di essere vivaci e sono solo in rarissimi casi aggressivi. Alla base di tutto c’è una grande operazione di persuasione di massa. Il sistema di Big Pharma utilizza la ricerca scientifica, la congressistica, la cultura accademica fino alla comunicazione mediatica di massa, e tutto questo è finalizzato alla trasformazione di rischi in malattie, il rischio viene frammentato, moltiplicato, aumentato nel suo potenziale effetto patologico e promosso a patologia per tutti.
Dobbiamo ribaltare questa logica attraverso l’estensione del dominio di salute. Non possiamo sottovalutare i rischi, ma l’operazione incongrua è spezzettarli e trasformarli in malattie, noi dobbiamo unificare i rischi attraverso il concetto di benessere e qualità della vita, globalizzando in un approccio unico la salute che è un diritto e non un’occasione di profitto. Si può cambiare tutto con una politica pubblica che abolisce il profitto dalla salute. Bisogna incidere alla radice del concetto di salute. La salute è qualità della vita, è ambiente, è lavoro, è tempo libero, risorse economiche per poter avere cura della propria persona. La salute è una politica pubblica di servizio al cittadino che esclude le logiche di profitto e che dà qualità e quantità della vita.
Quali sono le linee guida, gli strumenti operativi per questo grande cambiamento?
- riappropriarsi della ricerca scientifica e delle università pubbliche, per poter fissare i nuovi parametri di questa salute
- riappropriarsi del servizio sanitario pubblico, abolendo le convenzioni con le strutture private
- riappropriarsi di una comunicazione diretta con i cittadini, utilizzando i nuovi strumenti come Internet, per fare informazione, formazione e prevenzione
tutto questo messo a regime farebbe risparmiare una quantità di denaro enorme, dandoci davvero una qualità della vita. Passateparola!"
Clicca qui per approfondire l'argomento della settimana                       Testo di Alessandro Lanzani

martedì 3 gennaio 2012

Sodium Lauryl Sulfate

SLS: leggenda metropolitana o pericolo sottovalutato?di Marcello Pamio
La stampa lo ha bollato come una bufala megagalattica, la stragrande maggioranza dei siti internet che ne parlano lo definiscono una leggenda metropolitana, per non parlare dei centri di ricerca di tutto il mondo che unanimemente concordano nella totale mancanza di evidenze scientifiche che ne dimostrino la sua cancerosità: stiamo parlando del Sodium Lauryl Sulfate, popolarmente conosciuto come SLS.   
Nonostante tutte le smentite ufficiali il numero delle persone che lente alla mano controllano gli ingredienti dei saponi, uno per uno, con la debole speranza nel cuore di non trovare scritto SLS, fa veramente impressione. 
Una ricerca disperata e minuziosa che non ha nulla da invidiare ai monaci certosini sia perché quasi ogni detergente in commercio lo elenca tra gli additivi, ma soprattutto per via dei nomi  e/o sinonimi [1] (oltre centocinquanta) usati dalle industrie chimiche che vanno dall’esotico al latino: Duponol; Dodecyl Sodium Sulfate; Monodecyl Ester, Sodium Salt, ecc. 
Osservazioni, queste, non nuove al pubblico di Nexus che ha avuto già modo di informarsi sulle problematiche legate a prodotti tossici e/o sostanze pericolose per l’ambiente e per l’uomo, tra i quali proprio il «caso SLS» trattato l’anno scorso sul numero 30. 
Un lettore attento potrebbe a questo punto domandarsi il perché riproporre un argomento già trattato in passato. Per rispondere a questa domanda è necessario fare un passo indietro e andare a spiegare, anche per quelle persone che non sono aggiornate sull’argomento o che non usano internet, come è nato il caso e perché esso continua ancora oggi. 
Qualche anno fa, per la precisione l’estate del 1998, nella rete delle reti (internet) ha iniziato a circolare una e-mail, poi diffusa tipo catena di S. Antonio, nella quale si denunciava la presenza nei saponi e detergenti casalinghi di sostanze molto pericolose per la salute. Ricerche universitarie statunitensi dimostravano, sempre secondo questa e-mail, la cancerosità di un additivo: il SLS contenuto nella stragrande maggioranza dei saponi. 
Non si parlava dei classici detersivi per la casa la cui tossicità è fuori da ogni discussione ma saponi per le mani e il corpo, shampoo per grandi e piccini, dentifrici, ecc. insomma tutto quello che fa schiuma e serve a pulire. 
La diffusione di questa allarmante notizia è stata così capillare da interessare, come abbiamo già detto, anche i media in generale: articoli sono apparsi su quotidiani nazionali e internazionali, riviste mediche e scientifiche, per non parlare di trasmissioni televisive. La conclusione per tutti è stata: bufala gigantesca e/o leggenda metropolitana! 
Nonostante le smentite ufficiali, come si diceva, una buona fetta della popolazione, probabilmente la maggioranza, si sente ancora tutt’altro che tranquillizzata. Le moltissime lettere pervenute in redazione lo dimostrano.
Stiamo per caso assistendo alla perdita di fiducia in quelle istituzioni scientifiche che dovrebbero controllare e prevenire gli effetti secondari della chimica sulla salute? Be’, avere dei dubbi a tal proposito è certamente legittimo e la storia ne è testimone: quante sono le sostanze ritenute innocue per decenni poi rivelatesi tossiche e pericolose? Per non parlare delle malattie nuove che compaiono a ritmo sempre più frequente e delle allergie a sostanze chimiche, una per tutte la Sensibilità Chimica Multipla che impazza in questi anni. 
Quello che sappiamo per certo è che le fonti ufficiali citate direttamente nella e-mail come l’University of Pennsylvania e indirettamente come l’IEO, l’Istituto Europeo di Oncologia, hanno subito preso le distanze dalle affermazioni riportate. Quest’ultimo addirittura nelle pagine del sito web (www.ieo.it) incolpa una sua dipendente rea di aver partecipato alla divulgazione della “catena di S. Antonio” usando l’account postale dell’Istituto. Non solo ma il comunicato stampa, visibile quando si entra nella home page, conclude precisando che non esistono evidenze scientifiche che dimostrino effetti cancerogeni della sostanza Sodium Lureth Sulfate. 
Avrete di sicuro notato che qui si fa riferimento al Sodium Laureth Sulfate e non al Sodium Lauryl Sulfate! La sottile differenza la capirete alla fine dell’articolo. 
Attenzione, nessuno vuole in questa sede criminalizzare la chimica: sarebbe troppo lungo catalogare e criticare le svariate centinaia di migliaia, qualcuno parla addirittura di un milione, di sostanze chimiche che circondano la nostra vita quotidianamente, per cui per il momento ci accontentiamo di capire cos’è e a cosa serve questo benedetto o maledetto solfato di sodio lauril. 
Il Sodium Lauryl Sulfate è un tensioattivo, cioè un sostanza chimica che ha la capacità di diminuire la tensione superficiale dell’acqua, ossia l’adesione della particelle di sporco e di grasso permettendone la rimozione con l’acqua corrente. Sarebbe come dire, i chimici perdonino il linguaggio, che aumenta il potere pulente dell’acqua. 
Fa parte anche degli schiumogeni, cioè facilita la produzione di schiuma - questo è lampante quando usiamo saponi e/o shampoo - anzi se siamo onesti dobbiamo ammettere che se un prodotto non fa schiuma pensiamo immediatamente che non lavi. A questo proposito è bene sottolineare che potere schiumogeno e irritabilità cutanea sono strettamente correlate[2]; non solo ma un prodotto fortemente schiumogeno è sicuramente irritante per la pelle e gli occhi[3]. 
Come mai il SLS è diffuso a tal punto che quasi ogni prodotto lo contiene in percentuali più o meno diverse? 
Sicuramente l’esiguo costo di produzione gioca un ruolo significativo, e le aziende ne sanno qualcosa, non meno importante però c’è anche la caratteristica di essere inserito con facilità nelle formulazioni liquide, cioè nei saponi liquidi. Visto che ultimamente il mercato li richiede maggiormente rispetto alla classica saponetta anche questo secondo punto non è da scartare. 
Quindi, stabilito che il SLS costa molto poco ed è facilmente lavorabile andiamo a vedere la sua implicazione a livello salutare. 
Come dicevamo prima, nell’articolo dell’accademica Nina Silver intitolato Prodotti tossici, etichette ingannevoli pubblicato nel numero 30 di Nexus sono stati presentati i rapporti più contraddittori in merito al solfato di sodio lauril. “Secondo Ruth Winter, autore del libro A Consumer’s Dictionary of Food Additives il SLS è soltanto un irritante per la pelleper Epstein e Steinman, autori del The Safe Shopper’s Bible, esso risulta irritante anche per gli occhi e le mucose”. “Judi Vance, autrice del libro Beauty To Die Forinvece si spinge oltre facendo riferimento a degli studi giapponesi che evidenziano un danno al DNA”. 
Avete capito bene? Qui si parla di possibili danni al DNA! 
A questo punto non potevamo non andare a spulciare i principali database medico governativi alla ricerca di informazioni aggiuntive in grado di chiarire una volta per tutte il mistero. Quello che è saltato fuori è molto interessante. 
Secondo il Toxicology Data Network[4], dell’Istituto Nazionale della Sanità (NIHNational Institute of Health) il SLS produce reazioni allergiche di sensibilità[5], secca la pelle[6] e le mucose, provocando gravi irritazioni agli occhi. Fin qui nulla di eccezionale! 
Però nello studio della Invitrogen Corporation[7] del 23 Marzo 1998, oltre ai sopraccitati effetti si aggiungono problemi vascolari, polmonari e complicanze su embrioni e/o feti (fetotoxicity). 
La cosa si fa un po’ più seria invece in uno studio, sempre del Toxicology Data Network, denominato Effetti degli additivi farmaceutici sulla sintesi e nei meccanismi di riparazione del DNA (Effect of pharmaceutical additives on the synthesis of DNA and on repair mechanism), perché al SLS viene imputato l’effetto di bloccare la sintesi del DNA[8]. Cosa purtroppo confermata anche dal CDC, il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle malattie (Centers of Disease Control and Prevention) statunitense, che nel Registro degli effetti tossici delle sostanze chimiche (Registry of Toxic Effects of Chemical Substances) del NIOSH, l’Istituto Nazionale per la Sicurezza e la Salute  nel Lavoro (National Institute for Occupational Safety and Health) elenca il Sodium Lauryl Sulfate come una sostanza in grado di inibire il DNA nel fegato di ratto, nel porcellino d’india  e perfino nei linfociti umani. 
Secondo questa ricerca ufficialissima, le dosi che provocano questa inibizione del DNA sono nel fegato di ratto 243mmol/L[9], nel porcellino 60mmol/L[10] e nell’uomo 100mg/L[11] 
Quindi sono necessari 100mg/L (100 mg per litro) di SLS per provocare l’inibizione dell’acido desossiribonucleico (DNA) all’interno dei linfociti! 
Non finisce qui! Il SLS tra le altre cose sarebbe anche in grado di provocare mutazioni in microrganismi come il Saccharomyes Cerevisiae alle dosi di circa 3,500mmol/L[12], e addirittura 200mg/L provocherebbero mutazioni in qualsiasi microrganismo. 
Esperimenti simili sono stati -purtroppo diciamo noi che aborriamo simili crudeltà- eseguiti anche su animali da laboratorio dalla Mallinckrodt Chemicals[13] e i risultati, pubblicati nel Material Safety Data Sheet ricalcano i precedenti: effetti mutageni e teratogenici![14]
Cosa possiamo aggiungere? Certamente a questo punto fa sorridere sapere che secondo l’Hazards Toxicity, il Sodium Lauryl Sulfate  figura nell’elenco delle sostanze chimiche che producono danni seri all’apparato gastrointestinale. 
Naturalmente a questo punto è d’obbligo precisare che tutti questi studi fanno riferimento alla sostanza chimica pura, cioè a quel solido di colore bianco che può essere in polvere oppure in scaglie con un leggero odore amarognolo. La sostanza contenuta nei prodotti per l’igiene invece è in diluizione che varia da prodotto a prodotto. 
Se consideriamo che nelle formulazioni commerciali la sua percentuale supera raramente il 20%[15] e che viene risciacquato con molta acqua, si può stare tranquilli? 
Nessuno, in base alle conoscenze attuali, può naturalmente rispondere in maniera definitiva e assoluta a questa domanda. 
Tirando le somme della ricerca, alla domanda se il Sodium Lauryl Sulfate provoca il cancro, la risposta -ad oggi - è probabilmente no! L’implicazione logica che ne consegue è che la relazione SLS = cancro è effettivamente una leggenda metropolitana! 
Ma allora è tutta una buffonata colossale? Ci hanno preso in giro per anni con la storia degli schiumogeni tossici, e invece è tutto falso? 
Certamente se non prestiamo attenzione alle parole usate, diventa difficile salvaguardare la salute pubblica e possiamo stare certi che hanno effettivamente ragione: siamo stati raggirati. Se invece ascoltiamo con attenzione i cosiddetti esperti della prevenzione, e soprattutto leggiamo tra le righe dei comunicati ufficiali, possiamo imparare tante cose interessanti! 
Vi ricordate per esempio poco tempo fa le affermazioni dei più illustri scienziati sulle onde elettromagnetiche? “Non sono la causa del cancro?” dicevano all’unisono. Difficile smentirli, perché molto probabilmente non sono le onde di per sé a provocare il cancro (avete notato l’importanza deldosaggio verbale?), ma è vero, aggiungiamo noi, che sono dei cofattori straordinariamente rilevanti nella manifestazione della patologia degenerativa: e le prove certamente a riguardo non mancano!  
Avrete capito a questo punto come mai spesso e volentieri nelle smentite ufficiali si cita il Sodium Laureth Sulfate (SLES) al posto del Lauryl. Non è un errore di distrazione e neppure un sinonimo della stessa sostanza: semplicemente il Laureth è una sostanza irritante, ben diversa quindi dalLauryl, e le uniche ricerche scientifiche pubblicate sono quelle del Toxicology Data Network[16]. 
Ma tornando al discorso di prima, delle onde elettromagnetiche, chi può allora affermare che non sia la stessa cosa? Vero che il Sodium Lauryl Sulfate di per sé non è cancerogeno (almeno fino ad oggi), ma potrebbe certamente rientrare in quei cofattori soggettivi scatenanti! Un sospetto questo pesantemente aggravato dagli studi del Centers of Disease Control and Prevention statunitense che lo descrivono come una sostanza in grado di danneggiare la molecola più importante della vita: il DNA. 
Danni che al momento purtroppo, o per fortuna, non sono quantificabili. 
Cosa fare a questo punto? Noi naturalmente non siamo in possesso della bacchetta magica per risolvere tutti i problemi, però se qualcuno nutrisse dubbi in merito alla non tossicità di questi schiumogeni, può contattare la redazione di Nexus, all'indirizzo info@nexusitalia.com, per avere un elenco non completo ma certamente sufficiente di prodotti che non dovrebbero, il condizionale è d’obbligo, contenere queste sostanze. Prodotti magari più semplici, che fanno meno schiuma, ma che stando alle dichiarazioni delle case produttrici sono formulati partendo da sostanze naturali e non tossiche. 
Per concludere, quello che è emerso da tutta questa triste vicenda è una società completamente impregnata dalla chimica: una chimica che purtroppo è molto spesso sconosciuta e la cui tossicità viene ignorata, o comunque ridimensionata, da coloro che invece dovrebbero salvaguardare la salute pubblica!
Marcello Pamio
Tratto da Nexus Magazine nr.38

[1] Material Safety Data Sheet – Mallinckrodt Chemicals – www.jtbaker.com/msds/s3670.htm .
[2] Tratto dal sito www.progettogaia.org 
[3] idem 
[4] http://toxnet.nlm.nih.gov [5] American Medical Association , AMA Department of Drugs, AMA Drug Evaluations 
[6] American Hospital Formulary Service 
[7] www.invitrogen.com/ 
[8] http://toxnet.nlm.nih.gov 
[9] Environmental and Molecular Mutagenesis, (Alan R. Liss, Inc., 41 E. 11th St., New York, NY 10003) V.10- 1987- 
[10] Food and Cosmetics Toxicology. (London, UK) V.1-19, 1963-81. For publisher information, see FCTOD7 
[11] Bulletin of Environmental Contamination and Toxicology. (Springer-Verlag New York, Inc., Service Center, 44 Hartz Way, Secaucus, NJ 07094) V.1- 1966 
[12] Journal of Bacteriology. (American Soc. for Microbiology, 1913 I St., NW, Washington, DC 20006) V.1- 1916 
[13] www.mallchem.com 
[14] Mallinckrodt Chemicals del 13/07/2000 pubblicata nel Material Safety Data Sheet 
[15] Tratto dal sito www.progettogaia.org 
[16] Toxicology Data Network http://toxnet.nlm.nih.gov 
Elenco dei sinonimi del Sodium Lauryl Sulfate:AI3 – 00356, Akyposal SDS, Aquarex ME, Aquarex methyl, Avirol 101, Avirol 118 conc, Berol 452, Carsonol SLS, Carsonol SLS Paste B, Carsonol SLS Special, Conco sulfate WA, Conco sulfate WA – 1200, Conco sulfate WA – 1245, Conco Sulfate WAG, Conco Sulfate WAN, Conco Sulfate WAS, Conco sulfate WN, CP 75424, Cycloryl 21, Cycloryl 31, Cycloryl 580, Cycloryl 585N, Dehydag sulfate GL emulsion, Dehydag sulphate GL emulsion, Detergent 66, Dodecyl alcohol, hydrogen sulfate, sodium salt, Dodecyl sodium sul fate, Dodecyl sulfate sodium, n - Dodecyl sulfate sodium, Dodecyl sulfate, sodium salt, Dreft, Duponal, Duponal WAQE, Duponol, Duponol C, Duponol ME, Duponol methyl, Duponol QX, Duponol WA, Duponol WA Dry, Duponol WAQ, Duponol WAQA, Duponol WAQE, Duponol WAQM, EMAL O, EMAL 10, Emersal 6400, Empicol LPZ, Empicol LS 30, Empicol LX 28, Emulsifier No. 104, Finasol osr (sub 2), Gardinol, Hexamol SLS, Incronol SLS, Irium, Jordanol SL – 300, Lanette wax – S, Laurylsiran sodny (Czech), Lauryl sodium sulfate, Lauryl sulfate, sodium salt, Maprofix 563, Maprofix LK, Maprofix NEU, Maprofix WAC, Maprofix wac – LA, Melanol CL, Melanol CL 30, Monododecyl sodium sul fate, Monogen Y 100, Montopol LA paste, NCI - C50191, Neutrazyme, Nikkol SLS, Odoripon AL 95, Orvus WA paste, P and G emulsifier 104, Perlandrol L, Product No. 75,  Product No. 161, Quolac EX – UB, Rewopol NLS 30, Richonol A, Richonol AF, Richonol C, SDS, Sinnopon LS 95, Sinnopon LS 100, Sintapon L, Sipex OP, Sipex SB, Sipex SD, Sipex SP, Sipex UB, Sipon LS, Sipon LS 100, Sipon LSB, Sipon PD, Sipon WD, SLS, Sodium dodecyl sulfate, Sodium n - dodecyl sulfate, Sodium dodecyl sulphate, Sodium lauryl sulfate, Sodium lauryl sulphate, Sodium monododecyl sulfate, Sodium monolauryl sulfate, Solsol needles, Standapol 112 conc, Standapol WA – AC, Standapol WAQ, Standapol WAQ Special, Standapol WAS 100, Steinapol NLS 90, Stepanol ME, Stepanol ME Dry, Stepanol ME Dry AW, Stepanol methyl, Stepanol methyl dry AW, Stepanol T 28, Stepanol WA, Stepanol WA – 100, Stepanol WAC, Stepanol WA paste, Stepanol WAQ, Sterling WA paste, Sterling WAQ – CH, Sterling waq – cosmetic, Sulfetal L 95, Sulfopon WA 1, Sulfopon WA 2, Sulfopon WA 3, Sulfopon WA 1 special, Sulfotex WA, Sulfotex WALA, Swascol 3L, Swascol 4L, Swascol 1P, Syntapon, Syntapon L, Syntapon L pasta (Czech), Tarapon K 12, Texapon DL conc., Texapon K12, Texapon K – 1296, Texapon L 100, Texapon V HC, Texapon V HC powder, Texapon ZHC, Texapon Z high conc. Needles, Trepenol WA, TVM 474, Ultra sulfate SL – 1, WAQE, Witcolate A, Witcolate A powder, Witcolate C.
  

domenica 18 dicembre 2011

TE' ROSSO ROOIBOS

Tè rosso rooibos contro l’invecchiamento


Originario del Sudafrica il tè rosso rooibos è un toccasana per la salute e il benessere del nostro organismo, con il suo contenuto di antiossidanti è assolutamente indicato e consigliato, aggiungerlo all’alimentazione per trarne i numerosi benefici. Cresce dall’omonima pianta e il suo gusto è molto simile al tè, ma con la differenza che non contiene caffeina. Il tè roiboos africano è un valido aiuto contro l’invecchiamento cellulare dato dal ricco contenuto di antiossidanti.
Lo ha scoperto di recente uno studio italiano dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, pubblicato in seguito su “Food Chemistry” ed è stato effettuato su 15 volontari normopeso e non fumatori che nei due giorni precedenti l’inizio della sperimentazione, hanno condotto una dieta povera di antiossidanti e senza integratori. I risultati sono stati che i partecipanti alla ricerca che hanno tutti bevuto a rotazione prima 500 ml di acqua, poi 500 ml di tè rosso rooibos non fermentato e infine 500 ml di tè rosso rooibos fermentato, dopo un’ora dall’ingestione di tè rooibos, hanno beneficiato di un importante aumento delle difese antiossidanti plasmatiche utili quindi nella prevenzione dell’invecchiamento.
Il dott. Mauro Serafini , coordinatore della ricerca ha così commentato l’esperimento: “A 20 anni dallo studio Inran che dimostrava per la prima volta sull’uomo le proprietà antiossidanti dei tè verde e nero, abbiamo provato che le stesse caratteristiche possono essere attribuite anche al rooibos. I risultati hanno evidenziato, ad un’ora dall’ingestione di tè rooibos, un significativo aumento delle difese antiossidanti plasmatiche”
Quindi berne ogni giorno può essere utile per innalzare le difese, aumentando la protezione contro i radicali liberi che sono causa dell’invecchiamento cellulare, ma differenza del tè verde e di quello nero, il tè rosso rooibos può essere bevuto liberamente a volontà, perchè non contieneteina, nè caffeina che sono sostanze eccittanti.

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giovedì 24 novembre 2011

COMPOSIZIONI NATALIZIE 2011



Abbiamo cercato di rendere anche le nostre decorazioni per i regali di Natale quanto più naturali possibile, quindi decorazioni ecosostenibili. Anzi abbiamo fatto di più, è quasi sempre stata usata la rafia naturale insieme a bacche raccolte da noi nel vicino bosco, e per completare quasi su tutti i pacchetti è presente una decorazione pendente di legno naturale che può essere usata così com’è o decorata a piacere. Può essere appesa all’albero o usata in casa come addobbo. Ricordiamo che come per tutte le cose naturali anche le bacche possono subire delle alterazioni di colore e forma dovuta al processo naturale. Sperando che questa idea possa rispecchiare  anche la vostra vi auguriamo un sereno Natale.

DESCRIZIONI

Busta Grande di carta naturale

E’ stata decorata con rafia e bacche naturali con pendente in legno non trattato da utilizzare come addobbo per l’albero o per la casa.
PUO’ CONTENERE:
Shampoo alla calendula
Bagnodoccia alla calendula                    euro  12,00

Shampoo alla camomilla
Bagnodoccia alla camomilla                    euro 12,00

Latte detergente alla rosa mosqueta
Tonico hamamelis e rosa                          euro 25,00


Busta piccola di carta naturale

E’ stata decorata con rafia e bacche naturali con pendente in legno non trattato da utilizzare come addobbo per l’albero o per la casa.

PUO’ CONTENERE:
Crema al karitè                                                                         euro11,50
Crema mani alla calendula                                                      euro11,50
o qualunque altra crema con un supplemento di                    euro     1,50


Cestino ovale 1

Decorato con nastri di raso rafia  e bacche naturali e con tris di stelline  in legno non trattato da utilizzare come addobbo per l’albero o per la casa.

PUO’ CONTENERE:

Crema viso corpo alla calendula
Crema mani camomilla e calendula
Olio lenitivo alla calendula                                                         euro  41,00


                           
Cestino ovale 2

Cestino in vimini naturale decorato con rafia e bacche naturali e con decoro in legno non trattato da utilizzare come addobbo per l’albero o per la casa.
PUO’ CONTENERE:
Crema fluida lavanda
Crema viso antirughe alla lavanda                                                   euro 23,50


Cestino ovale 3

Cestino in vimini naturale decorato con rafia e bacche naturali e con decoro in legno non trattato da utilizzare come addobbo per l’albero o per la casa.

PUO’ CONTENERE:
latte detergente alla rosa mosqueta
Olio viso alla rosa mosqueta
Crema viso alla rosa mosqueta                                                                euro  35,00


Busta trasparente Grande

Decorata con fiocco di raso e rafia con decoro in legno non trattato da utilizzare come addobbo per l’albero o per la casa.

PUO’ CONTENERE:

Shampoo camomilla                                                                        
Bagnodoccia camomilla                                                                     euro 12,00

Shampoo alla lavanda
Bagnodoccia alla lavanda                                                                  euro  12,00

Olio rilassante alla lavanda
Bagnodoccia alla lavanda                                                                  euro18,00

 
Busta trasparente piccola

Confezionata con rafia naturale e stellina in corteccia di betulla naturale da utilizzare come addobbo per l’albero o per la casa. A rendere tutto più magico e luccicante all’interno della busta troverete una pioggia di glitter argentato.

PUO’ CONTENERE:
Tutte le creme con  un supplemento di euro 1,50





Scatola rettangolare di carta di raso color panna


Scatola in carta di raso color panna, molto resistente, realizzata a mano artigianalmente. Può essere utilizzata in seguito come utile portagioie o per riporre piccoli oggetti. Chiude la scatola un fiocco in rafia e un pendente di legno naturale. Tutti i pendenti delle scatole possono essere utilizzati per decorare l’albero natalizio o angoli della casa.

PUO’ CONTENERE:
Tutte le creme con supplemento di euro 2,50


Scatola rettangolare di carta di raso color rosa


Scatola in carta di raso color rosa, molto resistente, realizzata a mano artigianalmente. Può essere utilizzata in seguito come utile portagioie o per riporre piccoli oggetti. Chiude la scatola un fiocco in rafia  bacche naturali e un pendente di legno naturale. Tutti i pendenti delle scatole possono essere utilizzati per decorare l’albero natalizio o angoli della casa.

PUO’ CONTENERE:

Tutte le creme con supplemento di euro 2,50.


Scatola rettangolare in carta telata blu

Scatola realizzata a mano, molto resistente fondo in raso blue pioggia di glitter argentati. Chiude la scatola un nastro argentato.

Può contenere:
Acqua di lavanda
Crema viso antirughe lavanda
Latte detergente alla lavanda                                                     euro30,50


Crema viso antirughe alla lavanda
Olio rilassante alla lavanda
 Crema mani alla lavanda                                                                euro  34,50


Scatola rettangolare, realizzata a mano con immagini di Pinocchio.

Chiude la scatola un fiocco in rafia  bacche naturali e un pendente di legno naturale. Tutti i pendenti delle scatole possono essere utilizzati per decorare l’albero natalizio o angoli della casa.

PUO’ CONTENERE:
Olio lenitivo alla calendula
Bagnodoccia calendula                                                             euro   22,50

Unguento al timo
Unguento alla calendula
Unguento all’arnica                                                               euro  35,50


Bagnodoccia mediterraneo
Shampoo mediterraneo                                  euro15,50


Olio rilassante alla lavanda
Bagnodoccia alla lavanda                                                   euro   19,50


Olio di vinaccioli
Bagnodoccia aloe e calendula                                                     euro   14,50


Crema al karitè
Bagnodoccia aloe e calendula                                        euro   19,50


Olio di argan
Crema di Karitè                                                     euro  28,50


Crema antirughe viso al germe di grano
Olio antirughe contorno occhi
Acqua fiori d’arancio                  
                           euro34,50

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